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La preghiera
Potremmo affermare che la preghiera è
incontro…; dialogo…; rapporto…; comunione…; intimità…; profondità…; ascolto…; domanda…; silenzio…; ricerca…; desiderio...
La preghiera nasce dall’incontro di due libertà, Dio che liberamente e per amore si rivolge all’uomo, l’uomo che liberamente e per amore cerca il volto di Dio. Nel momento in cui Dio ha “toccato” l’uomo creandolo “alla vita”, sostenendolo “nella vita”, salvandolo “per la vita”, ha posto nell’essere e nella storia dell’uomo un’ansia d’infinito, una nostalgia d’eternità, una ricerca di bellezza, un desiderio d’amore, un bisogno di luce, una sete di verità, … che attirano l’uomo verso Dio. Questa attrazione verso Dio è l’anima della preghiera, che si riveste poi di tante forme e modalità secondo la storia, il tempo, il momento, la grazia e il peccato di ciascun orante.
La storia dell’uomo ha conosciuto tante forme di preghiera. Ogni uomo, proprio perché essere finito, creatura, ha sviluppato una modalità d’apertura verso l’Altro e verso l’Oltre che potremmo dire essere la preghiera, esperienza presente in ogni religione e cultura.
La preghiera cristiana, pur inserendosi in quest’attrazione verso Dio, comune a tutti gli uomini, pur condividendo in parte le stesse forme della preghiera delle altre religioni, si caratterizza per una sua specifica realtà: l’essere esperienza in Cristo. Infatti, il cristiano non prega un Dio, ma prega in Dio. Pertanto le dimensioni caratteristiche della preghiera cristiana sono il suo essere esperienza trinitaria ed ecclesiale.
Dal Padre…al Padre: la preghiera si vive in rapporto al Padre, sorgente e meta del cammino.
Il Padre è la sorgente della preghiera nel credente, egli dà e si dà ai figli. Il fondamento della preghiera è la certezza del dono del Padre…La preghiera è quindi risposta, accoglienza, ascolto, silenzio per cogliere l’oltre della vita e accogliere l’Altro.
Il Padre è la meta della preghiera. La comunione, l’ascolto attento, l’attesa silenziosa… realizzano un cammino, una crescita che porta l’orante alla pienezza dell’essere, alla conformazione a Cristo, all’essere in Dio.
Per Cristo con Cristo ed in Cristo: la preghiera si compie attraverso la mediazione, l’imitazione e l’assimilazione del Figlio.
Per Cristo. Attraverso la mediazione del Figlio, l’Amato, il cristiano può essere certo che la sua preghiera raggiunge il Padre, e che il Padre attraverso il Figlio raggiunge il cuore del credente.
Con Cristo, seguendo lui, luce della vita, i fedeli possono percorrere i sentieri della preghiera certi di trovare la sorgente della vita; gli insegnamenti del Cristo, la sua Parola diventano luce sul cammino dell’orante.
In Cristo, la dimensione sacramentale della vita cristiana inserisce il credente in Cristo, ogni battezzato diventa membro del corpo di Cristo e partecipa del Suo Spirito, che diventa l’animatore del dialogo col Padre.
Nello Spirito Santo: la preghiera si vive nello Spirito
La presenza dello Spirito Santo nel cristiano unisce tutti i credenti a Cristo e diventa seme di fecondità spirituale nella vita quotidiana. Lo Spirito è colui che unisce, (il Padre al Figlio, il Figlio al Padre, i cristiani a Cristo, Cristo nei cristiani, i cristiani tra di loro…), egli è colui che è presente in noi e che prega nel cuore del credente, con gemiti inesprimibili; in lui la chiesa grida vieni! Nello Spirito il Cristo diventa il maestro interiore dell’orante che guida verso il Padre.
Perché Chiesa: la preghiera trova nella liturgia della chiesa la sua fonte ed il suo culmine
Questa dimensione trinitaria, viene vissuta nel credente grazie al suo essere nella Chiesa, comunità dei redenti che vive per la sua unione al Cristo (è la sposa, il suo corpo mistico). La dimensione ecclesiale non è quindi un aspetto secondario, ma la realtà essenziale per poter vivere l’inserimento in Cristo. Per questo nel cammino della preghiera diventa indispensabile la vita liturgica, fonte e culmine della preghiera personale. La preghiera liturgica è la preghiera della Chiesa che plasma, anima e rende feconda la preghiera del singolo credente, il quale, in virtù del battesimo, anche quando prega da solo, non è mai solo, ma in lui si compie quel dialogo d’amore tra la Sposa-Chiesa e lo Sposo-Dio.
2. Chi è che prega?
Il Padre che ci attira al dialogo amoroso, essendo sorgente di vita e di preghiere, e verso il quale camminiamo per raggiungere la pienezza del nostro essere figli.
Il Figlio: maestro interiore della preghiera; in Lui siamo, a Lui ci conformiamo, Lui imitiamo.
Lo Spirito Santo fecondatore della preghiera, nella cui potenza viviamo, agiamo e preghiamo.
La Chiesa, che genera i figli-oranti e li nutre con la grazia.
Il credente, che liberamente e per amore si apre a Dio e osa andare oltre se stesso alla ricerca della fonte del suo essere e nella realizzazione della sua pienezza.
3. Perché pregare?
La vita cristiana è vita in Cristo, esperienza di amore con Dio, trasformazione della persona in figlio di Dio e la preghiera è l’anima e la luce di questo cammino.
Anima perché ci permette di interiorizzare il rapporto con Dio, e di vivere di fede, speranza e carità luce perchè ci permette di vedere, discernere, la strada da percorrere per raggiungere la pienezza di questo cammino
Il fenomeno della Santità non è legato ad una ideologia o ad una religione, ma sta profondamente scritto nel cuore di ogni filosofia, di ogni civiltà, in quanto è una realtà del divenire umano, nel suo dinamismo evolutivo orientato verso il raggiungimento del bene.
L'"eroe" greco, lo "stoico" latino, il "saggio" indiano, il "testimone" cristiano, tutti vogliono esprimere una forza di servizio, una generosità d'impegno, una tensione di creatività disinteressata.
Il Santo deve uscire dall'ambito specialistico dell'agiografia ed entrare nell'antropologia, uscire dagli spazi sacri ed entrare in quelli laici: i suoi miracoli non rappresentano una storia a parte ma si inseriscono pienamente nella Struttura della società compenetrandola ed esprimendola attraverso la mentalità, l'azione e la preghiera.
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