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Il Rosario
Impossibile spiegare seppur sinteticamente in così poco spazio le meraviglie del rosario, la più diffusa pratica devozionale del popolo cristiano, preghiera sublime nella sua semplicità e profondità. Tenteremo solo un piccolo approfondimento che ci porti a capire il perché tale strumento di fede può essere considerato un eccezionale supporto alla formazione cristiana, fonte di serenità e valido aiuto nelle difficoltà.
Il rosario si sviluppa nel corso dell’ultimo millennio prendendo forma in vari passaggi e viene messo a punto nel 1473 dal domenicano Alano de la Roche, che apre al fervore popolare una nuova via, una vera autostrada celeste. Poiché i contadini e la gente comune non potevano recitare 150 salmi come solevano fare i monaci, si proposero 150 Ave Maria, raggruppate in tre corone di 5 decine ciascuna per meditare i grandi misteri della vita di Cristo e della Madonna. Con questa pia pratica ci si rese conto che mettere al centro Maria non toglieva nulla all’adorazione verso Gesù, anzi. Maria conduce sempre a Cristo (ad Iesum per Mariam) così come, a ben vedere, anche Cristo ci conduce a sua Madre. Da allora le modalità espressive nella recita del rosario si sono mantenute sostanzialmente inalterate, tramandandosi di generazione in generazione come sacro tesoro.
Il successo della corona del rosario è sempre stato profondo e diffuso. Tuttavia negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un appannamento della pratica. Una volta era lieta consuetudine radunarsi in famiglia dopo cena, per pascere anche l’anima con questo cibo spirituale; oggi, nella nostra vita convulsa, si stenta a togliere spazio alla televisione (vero ‘oppio dei popoli’) e nelle famiglie prevalgono ben diversi stili di vita.
Qualcuno lamenta la meccanicità e la ripetitività della preghiera. A parte il fatto che il rosario non esclude altre forme di orazioni del cuore in forma spontanea, occorre invece evidenziarne la sua modernità. E’ semplice, non presenta difficoltà per nessuno, lo si può recitare ovunque: in chiesa, a casa, a letto, camminando o anche lavorando, quando si guida o mentre si viaggia in treno. Proprio questo aspetto rende il rosario una pratica spiccatamente umana: è qui che la spiritualità si intesse nei gesti quotidiani del corpo, facendo penetrare meglio Dio nella nostra vita. Dice al proposito Renè Laurentin: ‘non sempre siamo capaci di meditazione profonda, perciò dobbiamo radicare la nostra vita spirituale nel nostro corpo con la ripetizione di parole’. Per questo è raccomandabile che la recita avvenga, oltre che con gesti appropriati, anche con la preghiera vocale: quando il corpo e le labbra non partecipano, spesso si crea formalismo e scarsa tensione interiore.
La parola dunque sostiene la preghiera ma anche gli atteggiamenti interiori ed esteriori fanno la differenza. Spiega il cardinal Martini: ‘Il rosario richiede una certa calma e distensione, l’acquisizione di ritmi che permettano di entrare in uno stato vero di preghiera e non soltanto in una recita verbale… bisogna soprattutto badare non tanto alla quantità delle cose, quanto ad un vero ritmo, che allora davvero nutre il nostro spirito, ci entra dentro’.
Sono queste le peculiarità che hanno consentito la ‘tenuta’ anche nei nostri tempi del rosario, apparentemente rigido nella sua ripetitività ma in realtà straordinariamente duttile (si potrebbe dire che il rosario è rigido solo se il cuore rimane tale). Dopo un periodo che è stato definito di ‘inverno mariano’, corrispondente agli anni bui immediatamente post-conciliari, abbiamo assistito ad una progressiva riscoperta del rosario. Il rilancio parte per l’impulso di Papa Paolo VI (importante l’enciclica del 1974 Marialis cultus’) e continua grazie all’incrollabile opera di Giovanni Paolo II (al quale dobbiamo, tra l’altro, l’introduzione dei misteri luminosi, in occasione della proclamazione del 2002 come ‘anno del rosario’); ma ancor più formidabile ed innegabile è l’impulso devozionale che dal 1981 scaturisce dalle apparizioni della Madonna ai veggenti di Medjugorie, che si traduce nel fiducioso e massiccio ricorso a questa forma di preghiera. Persino nel mondo protestante, sino ad ieri sordo alle invocazioni della Santa Vergine, emerge l’apertura ad una riconsiderazione del ruolo di Maria non disgiunto da preghiere e suppliche, come testimoniano la non trascurabile presenza di pellegrini non cattolici e le molteplici conversioni nei principali santuari mariani. La materna sollecitudine della Madonna verso certi smarrimenti del mondo protestante ha avuto peraltro una clamorosa manifestazione nelle apparizioni del 1947 alle ‘Tre Fontane’, quartiere suburbano di Roma, emblematiche per capire quanto l’adesione a Cristo venga favorita e non certo ostacolata dal ricorso all’intercessione della Madre Celeste.
Missione possibile: gli ‘apostoli del rosario’ invitano tutti alla giornata del ‘Rosario non stop’
Che succede a Ranzanico? Qualcuno vuole prendere sul serio la festa in onore di una Madonna che sente particolarmente vicina. Qualcuno vuole riempire di un senso più profondo una celebrazione che, senza una adeguata tensione spirituale, rischia di scivolare nella superficialità. Con modestia e tenacia qualcuno crede di poter veramente salvare il mondo, a cominciare da una piccola comunità. Chi sono questi poveri illusi (secondo i canoni dei benpensanti) che si ostinano ad aggrapparsi ad una cordicella, sulla quale sono disseminati alcuni innocui granelli? Sono gli ‘apostoli del rosario’, gruppo di fedeli illuminati da una frase del Vangelo: ‘se avrete fede pari ad un granellino di senape, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.’ (Matteo 17,20). Ebbene, la loro fede, pur non essendo esente da limiti, tentennamenti e cadute, vuole emblematicamente essere rappresentata in qualche granello: in particolare nei grani del rosario, strumenti di pace e speranza, che possono aiutarci a spostare montagne di sofferenze, fisiche e spirituali.
Dopo questo preambolo, gli ‘Apostoli del rosario’ escono allo scoperto e, alla luce della loro intuizione, osano offrire alla comunità di Ranzanico la seguente proposta: coinvolgere il maggior numero di persone per offrire alla Madonna una giornata di rosario ininterrotto nell’ambito delle celebrazioni in suo onore che culmineranno nella seconda settimana di ottobre. La data prescelta è il giorno venerdì 12 settembre, ricorrenza da secoli legata alla Vergine e al rosario. Sarebbe questo un gesto concreto di amore e disponibilità ed anche espressione di solidarietà civile: siamo certi che la Madonna ricompenserà la nostra generosità alla sua maniera, cioè accordandoci una speciale protezione e favorendo la nostra crescita spirituale.
Il termine rosario deriva da ‘rosa’, perché ogni Ave Maria è come un fiore che noi facciamo sbocciare dal cuore. Mentre sgraniamo con le dita la corona, pian piano intrecciamo un’altra corona, fatta di rose meravigliose: il rosario appunto, nostro umile ma graditissimo dono alla Vergine. Partendo da questa consapevolezza, ci sembra bello regalare alla Madonna una corona speciale: la corona non di uno o più fedeli ma di tutti i suoi figli ranzanicesi.
Per arrivare a tale risultato occorre però un po’ di preparazione. Bisogna innanzitutto raccogliere un numero sufficiente di oranti. Ciascuno di essi dovrebbe farsi carico di un’ora o anche di mezz’ora di recita del rosario, possibilmente associata al digiuno o a qualche rinuncia speciale, dedicando la preghiera alla comunità di Ranzanico ed alle sue necessità particolari. Il periodo può essere anche distribuito tra vari componenti di una famiglia. La distribuzione degli orari deve mirare a coprire l’arco della giornata. Un’unica corona dovrebbe materialmente passare da un orante all’altro, come il testimone di una staffetta. E’ la stessa corona che cingerà il collo della statua che porteremo in processione. Il luogo privilegiato per la preghiera è chiaramente la chiesa. Tuttavia i turni notturni possono essere agevolati con la recita in casa propria.
Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo: speriamo che la generosità del vostro cuore vi aiuti a comprendere che sarà più un onore che un onere regalare alla Madonna questo splendido tributo di fede. Per aderire all’iniziativa vi preghiamo di rivolgervi al Don Mario (troverete comunque in fondo alla chiesa materiale informativo e il tabellone delle prenotazioni). Ci ritroveremo comunque in varie occasioni presso il centro parrocchiale per discutere degli aspetti organizzativi e di dettaglio. .
Un abbraccio nella fede a chiunque aiuterà il paese nel suo piccolo ma importante gesto di preghiera e a chi comprenderà che de Maria numquam satis, su Maria non si dirà mai abbastanza né sarà mai abbastanza l’amore, il fervore e la preghiera.